Visita Dolo, Arino e Sambruson

Dedichiamo questa pagina ai visitatori delle Terre dolesi: Arino, Dolo e Sambruson curiosi di conoscere particolarità storiche e aneddoti culturali di questi luoghi di antica tradizione.

A breve saranno disponibili le schede tematiche per i centri storici e per gli edifici di pregio.

 

Qualche informazione su…

Arino

Nella frazione di Arino si trovava una torre difensiva: la torre Da Rin, da cui deriva Arino ed il nome di una via che da Dolo porta alla frazione.
La località di Arino è segnalata per la prima volta nel 1073 ed è verosimilmente di fondazione longobarda. E’ noto infatti che quel popolo fosse devoto a San Michele Arcangelo, santo tuttora patrono di Arino.
Nella guerra tra Padova e Venezia agli inizi del XV secolo, i veneziani la scelsero quale campo trincerato e come testa di ponte per assalire gli avversari: in questo senso nelle fonti è nominato il Serraglio d’Arin.

Dolo

Secondo un documento conservato nell’archivio di Stato di Padova, nel 1241, nel territorio di Dolo era situata una torre, una torretta di modeste dimensioni in corrispondenza della sponda settentrionale del Brenta è raffigurata anche  in un disegno databile al 1463 .

Alcuni sostengono che questa tipologia strutturale sarebbe derivato il toponimo Dolo dal latino dolon e in volgare, a seconda del luogo, dolo o dolone, dolione, dulone, dosone dojone, dogone e dongione.

A località chiamate Dollo e Dullo fanno riferimento almeno quattro atti notarili del XIII secolo.

Schede di approfondimento > contributo storico a cura di Giampaolo Zampieri 

1. il Duomo di S. Rocco |  2. i Mulini | 3. lo Squero Monumentale4. la Seriola5. La Chiesetta della Salute 

Sambruson

Il toponimo Sambruson risulta derivare dall’accrescitivo latino di Ambrogio (ovvero da Santuc Ambrosonus) patrono della locale comunità è infatti Sant’Ambrogio.

Già nel 1506 il vescovo Barozzi riferendosi a Sambruson, puntualizzò che si trattava del paese “Sancti Ambrosii quem, corupto vocabulo, Brusonum vocant”. Tutto ciò non permette però di capire i motivi per i quali in questa località, in passato, si venne manifestando una forma di venerazione verso il grande vescovo milanese.

Secondo la tradizione o probabilmente una leggenda, nell’anno 381 Sant’Ambrogio, in cammino da Padova verso Aquileia lungo la via Annia, avrebbe soggiornato o, almeno, si sarebbe fermato a Sambruson. A ricordo di quel prezioso passaggio e delle conversioni fiorite alla sua predicazione, gli abitanti avrebbero trasformato la casa in cui aveva preso dimora in luogo di preghiera: un oratorio che divenne centro di un culto verso di lui.