Eno-gastronomia

Gastronomia della Riviera del Brenta

Molti ristoranti lungo il Brenta sono meta di buongustai che arrivano da ogni parte per il menù di pesce tipico della Riviera. Un menù frutto di una secolare tradizione veneziana e chioggiotta e straordinariamente ricco e vario, con forti influenze stagionali in alcuni piatti come le ‘moleche’ (granchi fritti e tenerissimi alla muta del carapace), le ‘masenete’ (granchi bolliti e ‘scoperchiati’), i ‘bovoleti’ (lumachine con battuta di aglio e prezzemolo).

In apertura, grande parata di antipasti: dalle ‘sarde in saor’ (sardine fritte lasciate riposare in una salsa agro – dolce fredda di cipolla, pinoli, uvetta) alle cannocchie, dai polipetti bolliti alle uova di seppia, dalle lumache di mare (‘garusoli’) al ‘granxoporo’ (grandi granchi bolliti e ripassati al frono con odori), dai gamberetti con la polenta al sauté di vongole fino alle capesante ingentilite da un goccio di liquore.
Segue il primo: un risotto di mare, due spaghetti alle vongole, fettuccine al nero di seppia, pasticcio di pesce, una zuppa di mare o un altro piatto di pasta come il tradizionale ‘risi e bisi’ magari alternati a piatti antichi come
le seppioline alla veneziana, il baccalà mantecato, l’anguilla al pomodoro.

Infine, il piatto forte: una grigliata mista o un rombo, un’anguilla, un branzino. moleche ripiene, un altro pesce bianco ai ferri, o una ‘bosega’ di valle bollita, nei mesi giusti.
Oppure un fritto. Il tutto accompagnato da una buona bottiglia veneta: un prosecco di Conegliano o, per chi ama i vini più fermi, da un pinot grigio, un riesling, un sauvignon o una ribolla gialla.
Da non perdere, in chiusura, lo sgroppino di gelato tagliato con prosecco e una punta di vodka.

VINI TIPICI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA
Cabernet, Cabernet Riserva, Cabernet Franc, Cabernet Franc Riserva, Cabernet Sauvignon
Chardonnary
Merlot, Merlot Riserva
Pinot Bianco, Pinot Grigio
Raboso
Refosco da Peduncolo Rosso
Riesling Italico
Sauvignon
Tocai Italico, Tocai Italico Lison Classico
Verduzzo

 

LA TRADIZIONE DELLA TORTONA > una tradizione “dolese”

LogoMarchioTortonaDolo“Dala Madona dela Salute  se veste le bele pute  se magna la tortona tanto dolse e tanto bona:
la xe fata co pinoli che xe grossi che i par fagioli. E le tose dale Gambarare le vien al Dolo per balare;
e le tose de Palùèlo le vie al Dolo pa far bordelo”

A Dolo il 21 Novembre  si venera e si celebra la Madonna della Salute. La struttura dell’Ospedale ospita una chiesetta che in questa occasione apre le porte al pellegrinaggio di tanti compaesani e gruppetti provenienti dai paesi limitrofi che si recano a far visita alla Madonna chiedendo la Salute. Per le vie del paese tutte le pasticcerie espongono la loro versione del dolce tipico: la Tortona o Pinsa Veneta. Essendo un dolce di riciclo ognuno può aggiungere ciò che ha in dispensa.

La Pro Loco di Dolo ha tentato di configurare un marchio con gli ingredienti stabiliti. L’impasto di base può essere di pane raffermo o un miscuglio tra farina di mais e di frumento.

La pinsa veneta:

INGREDIENTI: 350 gr pane raffermo, 1/2 litro di latte, zucchero di canna, 100 gr di uvetta, 100 gr di fichi secchi, 50 gr castagne secche, 50 gr di pinoli e mandorle, succo e buccia d’arancia, aroma vaniglia, grappa (in sostituzione aroma rum), 3 cucchiai di farina gialla.

PREPARAZIONE: Ho tagliato a fettine il pane e l’ho messo qualche ora nel latte tiepido. Nel frattempo ho ammollato, in una ciotola, con dell’acqua tiepida un po’ di grappa e parte del succo d’arancia,  l’uvetta e le castagne secche. Trascorso il tempo ho ridotto in crema il pane pestandolo (se il pane è di tipo croccante e duro usare il mixer), ho aggiunto lo zucchero di canna, l’aroma di vaniglia, la scorza e il rimanente succo dell’arancia. Ho prelevato la frutta secca e l’ho mescolata all’impasto con un pò del liquido che conferisce ancora più aroma al tutto. Ho tagliato a fettine i fichi e tritato le mandorle e i pinoli col coltello.  Ho aggiunto 2 3 cucchiai di farina gialla per rendere più secco l’impasto e ho traferito il composto in una teglia ricoperta di carta forno (dovrà essere alto circa 3/4 cm), infine l’ho messo a cuocere per circa un’oretta in forno a 180°. Un goccino di vino novello e vi sentirete “riciclati”

Tra i tanti ingredienti che si possono “riciclare” nella versione originale non possono mancare i semi di finocchio…